tornando a casa pensavo a te, giuseppe, a quel giorno di tanti anni fa' quando la crudeltà, la follia, portavano via questo ragazzo alla sua famiglia, ai suoi cari, nel pieno della vita, nel pieno dell'amore. pensavo a tuo fratello, matteo, che con la sua dignità e il suo impegno rende quest'assurdità un gesto di amore per tutti noi e per il nostro paese. un grazie a coloro che sanno trasformare il dolore e l'odio in una forza morale che non possiamo immaginare se non conoscendoli e condividendo la loro forza e il vostro dolore...
il mondo è migliore con persone così...
la vita ci chiede molte abilità e competenze, approfondimenti, impegni e serietà... tutto questo può diventare soffocante se non lo farciamo di allegria, ironia e leggerezza. in un attimo tutto cambia e diventa possibile. questo blog vuole essere il mio diario di vita semiserio... per prendermi cura, giocando, della mia vita...
martedì 15 gennaio 2013
lunedì 10 dicembre 2012
Diventiamo cittadini
Quand'è che da sudditi ci trasformiamo in cittadini?
Questa è una domanda che dovremmo farci per cercare di capire cosa possiamo fare noi per contribuire al miglioramento della società e al recupero di dignità della classe politica e dirigente attuale che non è certamente all'altezza del compito che sono chiamati a svolgere.
C'è da dire che non sono tutti uguali, i nostri politici, e che tra loro ci sono persone che mettono in gioco passioni e professionalità e che alcuni di loro hanno vista compromessa e limitata la loro libertà e, in qualche drammatico caso, addirittura rimesso la vita.
Siamo sudditi quando pensiamo che chi ci comanda debba fare quello che ci serve a noi, siamo sudditi quando dimentichiamo i nostri diritti e i nostri doveri e chiediamo favori e favoritismi.
Siamo sudditi quando pensiamo “questo non mi appartiene, posso romperlo, imbrattarlo, calpestarlo...
Diventiamo invece cittadini consapevoli di un Paese democratico quando smettiamo, soprattutto, di rilasciare deleghe in bianco ai nostri rappresentanti politici, diventiamo cittadini quando sorvegliamo il loro lavoro e, con tutti gli strumenti che la democrazia mette a nostra disposizione, li pungoliamo ad occuparci delle cose più importanti anziché delle loro beghe di Palazzo.
Diventiamo cittadini quando chiediamo diritti e non favori, quando rispettiamo le regole del vivere civile e non chiediamo deroghe a discapito degli altri.
Quando non chiediamo agli amministratori delle nostre città di occuparsi dei particolari interessi di uno sparuto numero di persone a discapito della comunità e dell'ambiente.
Diventiamo cittadini civili quando alziamo la cacca del cane, quando non lo facciamo scorazzare libero dove non è permesso, quando pensiamo di essere i padroni del mondo e non i suoi custodi.
Quando ci ricordiamo il senso profondo del temine comunità, quando non discriminiamo, disprezziamo lo straniero solo perchè è diverso da noi e non vogliamo che si senta a casa sua.
Diventiamo cittadini quando mettiamo in gioco disponibilità e servizio, quando non pensiamo che il nostro dovere termini usciti di casa, quando ci ricordiamo che una città più pulita è più bella ma non dimentichiamo che se non la sporchiamo costa meno tenerla pulita.
Diventiamo cittadini quando la “cosa pubblica” è di tutti e non di nessuno come troppo spesso accade nel nostro Paese.
Diventiamo Cittadini con la C maiuscola quando la parola io lascia spazio al Noi.
Solo così si potrà ottenere un reale cambiamento delle condizioni sociali del nostro Paese.
Perchè le cose funzionino ognuno deve fare la sua parte.
E se vi sono sembrata troppo bacchettona scusatemi, non era quello che volevo, ci ho provato a non esserlo...
Ad ogni modo, Buona Vita, Cittadini del Mondo.
p.s. non è di oggi questo scritto, è del 19 marzo scorso, mi è ritornato in mente grazie all'ottimo Gramellini...
Felicità: Bene Comune
BIL Benessere Interno Lordo, ovvero l'indice di Felicità di un Paese, di uno Stato.
Non sono particolarmente amante degli Stati Uniti d'America, ma l'idea che nella loro Costituzione ci sia il diritto alla Felicità, proprio oggi, Giornata Internazionale per i Diritti Umani, mi fa' sorridere e sperare.
Sperare in un mondo migliore per tutti, più equo, più giusto, più vivibile, meno competitivo e più cooperante, dove le persone possano lavorare insieme e tutte contribuire al benessere e alla felicità, bene di tutti.
"Felicità: bene comune" mi fa' pensare ad un vissuto in cui si possa leggere tutto l'Amore, il Rispetto e la Dignità che concediamo ai nostri simili, perchè per me ognuno di questi valori si rispecchia nella capacità di ognuno di noi di riconoscerlo nell'altro, in ogni suo simile, senza distinzioni di sesso, di razza o di religione...
Senza dimenticare i nostri amici pelosi e la Natura che ci Accoglie...
Buona serata e Buona Vita a tutt*
Non sono particolarmente amante degli Stati Uniti d'America, ma l'idea che nella loro Costituzione ci sia il diritto alla Felicità, proprio oggi, Giornata Internazionale per i Diritti Umani, mi fa' sorridere e sperare.
Sperare in un mondo migliore per tutti, più equo, più giusto, più vivibile, meno competitivo e più cooperante, dove le persone possano lavorare insieme e tutte contribuire al benessere e alla felicità, bene di tutti.
"Felicità: bene comune" mi fa' pensare ad un vissuto in cui si possa leggere tutto l'Amore, il Rispetto e la Dignità che concediamo ai nostri simili, perchè per me ognuno di questi valori si rispecchia nella capacità di ognuno di noi di riconoscerlo nell'altro, in ogni suo simile, senza distinzioni di sesso, di razza o di religione...
Senza dimenticare i nostri amici pelosi e la Natura che ci Accoglie...
Buona serata e Buona Vita a tutt*
Genova per me…
Era rimasto lì, fermo nelle bozze, in attesa di essere pubblicato... quante emozioni,quanta amarezza...
21 luglio 2012, sono le due di un
torrido pomeriggio d’estate…
Fa’ così caldo che è
difficile pensare di fare qualunque
cosa, anche solo pensare…
Finito di pranzare accendo la tv
sui soliti canali, rai 3, la 7, rai news, mtv, quei canali che mi fanno pensare
che anche davanti alla tv si può stare mantenendo ancora il cervello acceso…
Sono polemica, il caldo non mi
aiutami fa’ sentire stanca e lamentosa…
Casualmente(?) capito su mtv che
trasmette il reportage “A Genova io c’ero” e mi sento riportata indietro nel
tempo, indietro di 11 anni e qualche ora…
Era il 20 luglio 2001 ed erano le
otto di sera, all’incirca, allora guardavo ancora il Tg1 che era il tg più
visto dagli italiani.
Vanno in onda scene
raccapriccianti dalle manifestazioni al G8 di Genova e la notizia della morte
di Carlo Giuliani squarcia il torpore della mia coscienza…
Ho ancora dentro l’emozione di
quei momenti, le emozioni, anzi… sgomento, incredulità, rabbia, paura,
impotenza… e, purtroppo, la morte di Carlo non sarà che la prima delle notizie
peggiori….
La notte del 20 luglio sarà la
notte della Macelleria Diaz, dell’inizio delle torture di Bolzaneto, farcite
dagli assalti ai cortei indifesi delle
tute bianche, della rete Lilliputh e di tanti altri gruppi di manifestanti
aggrediti durante quel pomeriggio di 11 anni fa’….
Sarà una delle vicende più
tremende della storia degli ultimi decenni nel nostro paese…
19 luglio 2012
20 anni dalla strage di via
d’Amelio e 11 dall’omicidio di Carlo Giuliani…
E’ mia figlia Raffa che mette
insieme le due cose in un post su Facebook…
La memoria lavora, in Tv c’è un
approfondimento con Mentana ed altri sulla strage e scopro che chi pensavo fosse un baluardo della democrazia, forse non
è stato poi così integro, così come avrei preferito poter pensare…
Stanno insieme anche nella mia
vita questi due momenti, l’impegno civile e l’antimafia sociale, le mie
passioni morali negli ultimi 11 anni…
E’ cominciato proprio il 20
luglio del 2001 il mio bisogno di attivarmi, il desiderio di contribuire alla
costruzione di un mondo migliore…
“Un altro mondo è possibile” era
questo lo slogan dei Noglobal al G8 di Genova…
Un atro mondo: un mondo più equo,
più giusto, solidale, accorto ai bisogni di tutti, dai più deboli, della
natura, non assoggettato alla legge del più forte che l’uomo dovrebbe poter
dominare, superandola con l’illuminismo della ragione e la passione della
solidarietà…
Le scene che passano in tv sono
tremende, violente: urla, calci, pugni, manganellate, lacrimogeni, sassaiole…
cassonetti incendiati, auto e furgoni capovolti, incendiati anch’essi, i black
bloc che agiscono violenti all’estremo, indisturbati…
Immagini impressionanti, per la
violenza, certo,ma soprattutto per lo stupore nel vedere lasciare agire
indisturbati i violenti e, al contempo, aggredire violentemente manifestanti
inermi e, nella maggior parte dei casi, indifesi, impreparati…
Ci sono scene davanti alle quali
si inorridisce e ci si chiede come sia possibile che tutto questo stia
accadendo qui, in Italia, in una nazione civile
e democratica…. Almeno allora così credevo…
Poi ci fu la notte della
vergognosa aggressione alla Diaz, la notte del non ritorno, la notte dopo la
quale nulla è stato più come prima…
Da quel momento non sono più
riuscita a credere che le Istituzioni potessero rappresentare le istanze dei
cittadini, che le Forze dell’ordine non sono a nostra tutela e servizio, ma
costrette ad essere servi di un potere non democratico che solo nell’apparenza…
Sono 11 anni che combatto per
ricostruire nella mia mente e nel mio cuore la fiducia nelle Istituzioni, nella
classe dirigente del nostro Paese, nelle Forze dell’ordine che rischiano laloro
vita ogni giorno, in alcuni casi, ma non so se siano consapevoli del danno
causato alla ns. democrazia da quella notte tremenda tra il 20 e il 21 luglio
di 11 anni fa’….
Ho cominciato ad informarmi,ad
istruirmi, a seguire dibattiti, seminari, convegni, incontri, a vedere films e
documentari a frequentare movimenti e associazioni alter mondisti e antimafia…
Ho deciso e scelto per una
cittadinanza attiva e partecipe, per un impegno civile di scelte e culture
antimafiose, pacifiste e a tutela dei diritti umani, ad approfondire le logiche
del commercio equo e solidale, della cooperazione allo sviluppo, della
solidarietà, del consumo critico, della decrescita e del microcredito solidale…
Ho capito che la possibilità di
costruire un altro mondo, possibilmente più equo, giusto e solidale parte da
ognuno di noi, dalle scelte che si compiono ogni giorno, dall’assumersi la
responsabilità di scelte consapevoli e accorte, dal dovere di informarsi e di
chiedere un’informazione seria, accurata e libera.
Ho capito che possiamo avere
tutto ciò che vogliamo per noi, se siamo fortunati, ma che allo stesso tempo
questo non sia sufficiente perché ci sarà sempre qualcuno che dovrà e vorrà
lottare per ottenere anch’egli ciò di cui ha bisogno e che se ce ne sarà
bisogno l’otterrà anche a mio discapito se il principio che passa è la legge
del più forte, della violenza, della prevaricazione…
Bisogna scegliere, gioco forza,
la via della collaborazione, della condivisione, della solidarietà,
dell’equità e della giustizia sociale…
Senza questi valori, questi
principi, non c’è via di uscita… si salveranno solo i più forti e prepotenti, i
più volenti e, potete scommetterci, non saremo noi, saranno altri e il prezzo
che pagheremo non riusciremo neanche ad immaginare…
Mi fermo qui, perché aggiungere
altro non serve…
Formare le nostre coscienze ed
agire con responsabilità ed amore è il nostro dovere…
Ecco, vi ho raccontato,in sintesi
estrema, cosa è stata “Genova per me”…
Buona fortuna e buona
vita,mondo!!!!!
Lulù
Alle donne che lottano con me...
Per indole e per scelta cerco di tenere a bada il mio istinto fumino e passionale, che discende dalle mie origini partenopee.
Faccio molta fatica a non spedire a quel paese le persone, a volte, soprattutto quando appaiono aggressive, arroganti e saccenti, pur sapendo che qualche volta, ad alcuni appaio aggressiva, arrogante e saccente anch’io.
È molto difficile creare un gruppo di lavoro affiatato e che si capisce al volo se non ci si conosce almeno un po’ e/o se non si è abituati ad andare molto al sodo e a non badare ai fronzoli e alle sfumature che ognuna di noi può esprimere tramite il linguaggio e le parole.
Signore! Siamo di fronte ad una tale serie di emergenze che non possiamo permetterci il lusso di guardarci indietro, rischiando di perdere tempo prezioso e di trasformarci, per immobilismo, nella statue di sale di Sodoma e Gomorra.
Forse la mia indole partenopea mi spinge alla teatralità e/o al catastrofismo, però è di questo che stiamo parlando di una Gomorra sociale che sta prendendo chine pericolosissime…
Non possiamo perderci dietro troppe cesellature, se non di contenuti, e dobbiamo provare anche un po’ a fidarci e ad affidarci, a partire da noi donne.
Solo la prima a piccarmi quando non mi piacciono i toni, ma sono anche la prima a cercare di recuperare gli “scazzi” (scusate il francesismo) quando mi ritorna in mente che il compito a cui ci stiamo dedicando è delicato e gravoso.
Ci aspettano mesi duri di battaglianti campagne elettorali che subiremo tutte come cittadine e alcune come esponenti o componenti di schieramenti e partiti politici.
Non intendo insegnare niente a nessuna, perché ritengo che ognuna di noi sappia bene ciò che ho detto e credo possa essere ampiamente condiviso, il mio è solo lo sfogo di chi fa già tanta fatica a vivere lottando che vorrebbe vedere, almeno tra noi donne socialmente e mediaticamente attive, un clima più disteso e fiducioso.
La bellezza dei gruppi sta proprio nelle peculiarità e nei talenti che ognuna può portare nei luoghi che frequenta e in cui si esprime ed opera, non prestiamoci alle logiche guerrafondaie, aggressive e massificanti di questa epoca insopportabile.
Abbiamo milioni di strumenti e di opportunità che sono pronti a diventare veleni e trappole se non stiamo attente.
Magari queste mie parole vi daranno fastidio, magari penserete di me che sono un’arrogante, aggressiva, saccente, insopportabile perché troppo spesso dico e penso ciò che sento anche contro i suggerimenti della ragione che vorrebbero più prudenza e diplomazia.
Abbiate pazienza e amatemi per ciò che sono, io cercherò di fare lo stesso e, se non ci dovessi riuscire, magari senza brutalità, fatemelo presente, ve ne sarò grata, MA, VI PREGO, NON DIVIDIAMOCI, NON PARCELLIZZIAMO LE NOSTRE LOTTE.
Chi comanda in questo lurido sistema ne trarrebbe ancora vantaggio, lo dobbiamo a noi stesse, lo dobbiamo alle presenti e alle future generazioni di donne e uomini e, soprattutto, a noi stesse.
Sono stata lunga, lo so, e magari avrete fatto fatica a leggere e a prestare attenzione, ma, se siete arrivate fino a qui, avete tutta la mia stima e la mia riconoscenza.
Un abbraccio
Vs. Concetta
Europa, Nobel per la Pace e Diritti Umani
Oggi si celebra, nel Mondo, la Giornata Internazionale per i Diritti Umani, a 64 anni dall'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Non sono molto ferrata, ma credo che non sia proprio un caso che proprio oggi abbiano consegnato il Nobel per la Pace, che quest'anno è stato conferito all'Europa Unita...
Scelta quantomeno curiosa per una sostenitrice dei diritti umani, come immeritatamente e modestamente mi ritengo.
L'Europa della Troika che affama il popolo greco, l'Europa che finanzia le banche per miliardi di euro e chide, allo stesso tempo, politiche di austerità e rigore agli Stati membri, che scaricano il peso di una crisi economica, sociale, ma soprattutto etico-morale sui cittadini più deboli e vulnerabili.
L'Europa che, ignava, non prende posizioni sui conflitti armati che infiammano e funestano il Medio-oriente, l'Africa, l'America Latina, la Cecenia, l'Afganistan e tutte le altre martoriate terre che, con i loro Popoli, soffrono per guerre armate, fame e povertà.
L'Europa che non sa andare oltre gli eserciti armati dei singoli paesi per trovare risposte alle crisi mondiali, anzichè lavorare per un unico corpo di pace regionale, nonviolento e pacifista sul serio.
L'Europa che non riesce a trovare una linea comune su politiche economiche e del lavoro, su politiche fiscali e di contrasto ai paradisi fiscali.
L'Europa che non trova laquadra per un modo più giusto, più equo e con più dignità per tutti.
L'Europa che tante cose ha fatto e tante ancora ne ha da fare...
Speriamo che sia di buon auspicio, questo Premio e di stimolo a fare ancora, meglio e di più.
Prendendo a prestito e rielaborando una frase di Rita Atria, testimone di giustuzia, diciassettenne, suicida dopo la morte del giudice Paolo Borsellino, che aveva assunto a suo padre morale.
Rita scriveva nel suo diario di adolescente che forse un mondo più onesto non esisterà, ma chi ci impedisce di sognarlo. Se ognuno di noi proverà a cambiare forse ce lafaremo.
Io dico che forse un moondo più giusto ed equo non esisterà, ma noi possiamo sognarlo e fare la nostra parte perchè si realizzi...
Anche grazie alle testimonianze e al sacrificio di chi per questi valori combatte e si spende.
Forse, allora, l'Europa sarà pienamente titolata a fregiarsi di questo importante Premio. Forse solo allora sarà veramente una regione di Pace...
Per ora meritano questo Premio i suoi cittadini e non la sua classe politica e dirigente.
Viva la Libertà, l'Equità e la Giustizia e buona vita a tutt*
sabato 25 agosto 2012
Lettera aperta al dott. Ingroia di una cittadina qualunque
Monsano, 25 agosto 2012
Egregio dott. Ingroia,
mi chiamo Concetta Contini e le
scrivo per invitarla a riconsiderare la sua decisione di andare via, anche se
momentaneamente, dalla Procura di Palermo.
Le scrivo da cittadina impegnata
nelle attività di antimafia sociale che porto avanti come componente di un
presidio cittadino di Libera, associazione che credo Lei conosca.
Capisco e comprendo le difficoltà
che Lei e i suoi colleghi magistrati dovete affrontare tutti i giorni
nell’esercizio delle vostre funzioni, i
rischi e le preoccupazioni che derivano dal Vostro impegno e dalle Vostre
attività.
Le scrivo perché ritengo che sia
giunto il momento di provare ad arrivare a quella Verità che da tanti anni
molti stanno richiedendo, aspettando e che solo con il Vostro lavoro e con
quello delle Forze dell’ordine che con Voi collaborano si riuscirà a far venire
a galla.
Ho sentito alcune sue recenti
interviste e condivido pienamente con Lei la delicatezza del momento che stiamo
vivendo. Ho il timore che continuare a
non riuscire a portare Verità e Giustizia sui fatti che hanno portato alle
stragi del 1992-1993 e alle vicende ad esse seguenti mini nel profondo le
radici della nostra Democrazia e il futuro del nostro Paese.
Sono consapevole e convinta che
non spetti solo a Voi il gravoso e doveroso compito di ricostruire Verità e
fatti ma che anche la classe dirigente e politica debba fare il proprio dovere,
rompendo quel muro di omertà e di silenzio che da troppo tempo sentiamo
aleggiare sulle nostre teste.
Sono altrettanto consapevole e
convinta che anche ogni singolo cittadino debba fare la sua parte ed è anche
per questo che ho pensato fosse mio dovere e diritto scrivere una lettera
aperta al sig. Presidente della Repubblica su queste vicende, che mi permetto
di inviare anche a Lei.
Giustizia e Verità dovrebbero
essere le uniche ragioni di Stato a cui tutti i suoi servitori debbano
rispondere, ma ho il timore che, se non staremo attenti e vigili, Verità e
Giustizia non verranno a galla, così come non lo sono venute per altri fatti
gravi della storia del nostro Paese degli ultimi decenni.
Desidero con questa mia
manifestare a Lei, ai suoi colleghi e a tutti i Vs. collaboratori tutto la mia
stima e il mio sostegno, per quel poco che possano valere.
Presto anch’io servizio presso
una Istituzione locale e la Vostra dedizione, il Vostro Senso dello Stato e del
Dovere sono per me un esempio da perseguire.
Qualunque sarà la sua scelta,
avrà sempre il mio rispetto e la solidarietà che posso manifestarLe.
Abbia cura di Lei e sia prudente,
ovunque passerà il suo futuro.
Con stima e rispetto
Concetta Contini
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