lunedì 7 ottobre 2013

"Restiamo umani" anche oggi...

"Restiamo umani"
Sono le parole con cui il giornalisra e blogger Vittorio Arrigini chiudeva sempre e suoi pot dalla Palestina.
In questi giorni grigi di pioggia, il mio cuore è gonfio di dolore per l'ennesima strage di migranti che si è consumata nel mare nostrum, trasformatosi da troppo tempo in mare mostrum...
Si parla di centinaia di vittime, oggi, di decine di  migliaia di vittime negli ultimi anni...
E cosa sappiamo produrre? Polemiche sterili, commenti pietosi se, non peggio, razzisti e disumani...
"Nessuno lascia la casa se la casa non è peggiore delle fauci di uno squalo" nessuno lascerebbe la sua casa, la sua terra, la sua famiglia,  i suoi amici se non fosse spinto da quel naturale desiderio di ogni essere umano di avere salva la vita o una vita migliore.
E quale diventa la nostra risposta? Respingimenti,  clandestinità,  indifferenza,  violenza e morte....
Dove sono i diritti, dov'è la giustizia,  dov'è la solidarietà e l'umana compassione?????
No, non siamo restanti umani o, peggio, forse,  non lo siamo mai stati...
No, questi non sono giorni buoni...
Che ci sia buona vita per tutti
Lulù

domenica 18 agosto 2013

Sopravvissuta!

E' strana la vita ... 19 anni fà, di questi tempi la mia vita era ancora normale ! Buffo ... Da qualche giorno era nata Roberta, la nostra prima nipote. Eravamo andati a conoscerla , a Napoli ... Pochi mesi prima un grande lutto , pochi mesi dopo una grande gioia, qualche giorno dopo, la morta vista da vicino ... Tutto in pochi mesi, Tutto si consuma in pochi attimi.
La paura , la morte, il rumore , il buio , il silenzio , la luce , il dolore ...
Tutto in pochi istanti , sono viva, siamo vivi, sono in trappola, ho paura, voglio uscire , usciamo ! Subito !
La macchina puzza di benzina ! Ho paura che bruci, che esploda , voglio uscire! Subito ! Voglio uscire!
Dov'e' Raffaella? Non la vedo? Dov' è? Non ho più gli occhiali ... si sono rotti , senza non ci vedo ...
Raffaella è qui , è viva, sta bene, non si è fatta niente ... Andrà Tutto bene, Andrà tutto bene.
Mi siedo sul ciglio della strada , la paura è passata, c'è il dolore , c'è tanto dolore .
Ho la spalla rotta , penso. Ho spostato il braccio mentre eravamo ancora nella macchina, sottosopra , seduti sull'imperiale , la mano non si è mossa ... ho ancora quell' immagine negli occhi e il dolore , tanto intenso dolore , ma siamo vivi , siamo tutti miracolosamente Vivi !!!
Inizierà il calvario , un piccolo calvario, considerando l'accaduto...
Sarà un inferno, la degenza , l'intervento , il dolore , l'insonnia , il gesso che impedisce e soffoca , la fatica della dipendenza , del non riuscire ad accudirsi da sola .
Mi devono vestire , lavare, accompagnare al bagno...
Non mi piace, mi dò da fare , dura poco... imparo a usare la sinistra , si può fare . . .
Passeranno mesi , ci vorranno anni, prima di riuscire a muoversi, a riusare dignitosamente il mio braccio destro...
Pazienza e sofferenza,  poi depressione,  buia, oscura, cupa, profonda...
La vita è sparita, non riesco a vivere, sono scossa, ho paura, ho ansia, ho dolore ancora e sempre dolore...
L'intervento non è andato benissimo, hanno commesso un errore,  un grossolano errore e il mio braccio ha una funzionalità limitata. 
Ma il problema non è lì...
Per anni, per molti anni ho desiderato essere morta quel giorno, ho pensato che fosse meglio così tale era il disagio, tale era la sofferenza.
La nostra vita, la mia  vita non era più la stessa: eravamo dei sopravvissuti,  io ero una sopravvissuta.
Mesi e mesi dei quali non ho più memoria o contezza, solo disagio, pianto e dolore...
Ero sopravvissuta,  si, ma a che prezzo! Non esisteva più niente,  non esisteva più nessuno, solo dolore, tanto, infinito, acuto dolore. Fisico e psicologico...
Non sono più entrata in una macchina senza temere di morire, a volte sento il rumore della carrozzeria che si accartoccia, a volte sento quel vuoto nella pancia che precede il senso della morte...
Ma la vita è più potente!
Ci ho messo 10 anni per tornare a respirare.  Ci ho messo dieci anni di sudore e sangue, dell'anima, per ritornare a vivere e a sperare.
Dopo un'esperienza così tutto cambia, nulla resta uguale, niente sarà più com'era.
Col tempo posso dire che tutto sarà migliore perché, quando la Vita ti concede una seconda opportunità, te la vuoi giocare fino in fondo, a mani nude, con nuove regole, nuovi stili, nuovi interessi.
Pochi punti di riferimento,  i valori e gli affetti, restano l'eredità che ti lega al passato.
È tutto da vivere, da sperimentare,  tutto da scoprire e da reinventare.
E non sarà una passeggiata,  non sarà proprio una passeggiata.
Tutto poteva essere più facile, più semplice da affrontare se non cifossero state delle complicazioni importanti,  la scoperta di un fantasma del passato... storia dura da affrontare,  ma  non ne parleremo, adesso.
Non è stato facile,  non è stato indolore e, soprattutto,  non è ancora finito, ancora c'è da fare...
Ma sono sicura di poter dire che il peggio è passato,  che quello che resta da fare non è ancora molto, anche se ancora importante.
Ne riparleremo, nel tempo, questa è solo la prima volta, la prima pietra, la prima storia.
Altre ce ne saranno da raccontare...
Mi raccomando, vi aspetto,  ne ho  bisogno di parlare...
Grazie dell'ascolto,  dell'affetto, della condivisione. Grazie della vostra esistenza...
Buona notte e buona vita a voi, buona vita a tutti noi...
Vs. Lulù

lunedì 29 luglio 2013

Lettera aperta a Nino Di Matteo

Dottore caro,
Mi permetta di esprimerle tutta la mia solidarietà,  tutta la mia ammirazione, tutto il mio affetto!
Mi permetta di pensare a lei come ad uno degli ultimi baluardi della difesa della nostra Democrazia,  della democrazia di un Paese avvilito ed umiliato dai comportamenti insani, malati, di buona parte dei nostri politici, dei nostri dirigenti che ogni giorno disattendono il patto di lealtà e rispetto dei valori morali e costituzionali che essi hanno tacitamente sottoscritto accettando di rappresentare il nostro Paese e le sue Istituzioni.
Sono le persone come lei, quelle che con lealtà e coraggio servono il nostro Paese anche a costo della propria vita, che danno speranza e senso a questo momento così scuro e disperante.
Non la lasceremo solo, Dottore, potrà contare quantomeno sulla nostra attenzione. Non vogliamo piangere altre vittime, non vogliamo piangere altri morti e neanche vedere umiliate persone come lei che ogni giorno compiono il proprio dovere, nonostante tutto.
La abbraccio, Dottore, se mi permette, considerandola come un fratello maggiore a cui fare , riferimento nella vita.
Abbia cura di lei, io la seguirò.
Con stima e affetto
Concetta Contini

Da dove si comincia? Proviamo ancora a restare umani...

I notiziari, stamattina,  sembrano bollettini di guerra: morti in libia, in egitto, in campania. A marina di massa è stata uccisa un'altra donna, cristina, un altro assurdo femminicidio, preceduto da un tentato omicidio, la vittima lotta ancora tra la vita e la morte, conclusosi con il suicidio del carnefice. Quanta violenza,  quanto orrido spreco di vita, di amore, di felicità.  Due bambini restano orfani, tanti muiono di fame, nel mondo...
Qualunquismo,  buonismo??? Troppo spesso chi sottolinea questi fatti, chi sottopone questi eventi all'attenzione dei più viene così tacciato...
Abbiamo perso di umanità,  stiamo perdendo tutti, vittime della crisi e del "benaltrismo".
Mi manca Don Gallo, mi manca Vittorio Arrigoni...
Mi tornano in mente le sue parole come un mantra: Restiamo umani, restiamo umani...
Comincio a temere che non ce la faremo più...
Buongiorno?  No, questo non è un buongiorno...

lunedì 15 luglio 2013

Falsi miti e valori sinceri

Con il falso mito della vittoria ad ogni costo, del miglior risulTato con ogni mezzo, rischiamo di perdere di vista gli obiettivi concreti, i reali valori che fanho della vita un'avventura che valga la pena di essere vissuta...
Non possiamo continuare a bluffare in maniera così spudorata e costante, non possiamo continuare a vivere nella menzogna sempre e comunque, senza pagare l' altissimo prezzo di rischiare di vivere tutti una vita falsata, una vita dopata dal ricorso,sempre e comunque, all' aiutino esterno, qualunque esso sia , chimico , fisico 0 morale . Il rischio é una vita sprecata dietro falsi miti e valori sacrificati nel nome di un'incompensibile pseudovittoria non meritata . Lo pseudo premio sarà una vita falsamente vissuta , sostanzialmente sprecata...
sappiatelo, però...
Buona vita, autentica, leale e sincera a Tutt*
Vs Lulù

lunedì 8 aprile 2013

Partecipare vuol dire apparire presenti o esserci per divenire?


Che significa partecipare? Cosa fa' la differenza tra una partecipazione superficiale ed apparente ed una partecipazione, invece, sostanziale e costruttiva sul piano politico, collettivo e personale?
la riflessione è necessaria per me per comprendere il bisogno di dare valore ai gestione alle scelte che si compiono, alla manifestazione di una volontà di essere o apparire presenti e partecipiamo processi, ad eventi, ad iniziative, a percorsi politici, sociali, collettivi, in genere.
La mia partecipazione alle attività dei vari livelli di comitati SNOQ nasce dal bisogno di costruirmi una conoscenza attiva e fattiva sotto l'egida di un'ottica di genere nell' azione politica e sociale.
Dopo due anni circa di impegno e di attività e dopo una due giorni di confronto tra le componenti di alcuni comitati territoriali SNOQ, un momento di riflessione e di valutazione del livello delle attività e della discussione mi è indispensabile.
Forse la scelta di come agire la partecipazione sta nel carattere, nell' educazione, nella formazione socioculturale, nella propensione di ognuna di noi, di ogni gruppo omogeneo e solidale.
Non è facile di questi tempi, liquidi ed individualistici, partecipare davvero a processi politici, culturali, evolutivi e costruttivi dal punto di vista civico e sociale.
Partecipare significa, per me, lavorare insieme, costruire un pensiero, un tessuto comune, un'appartenenza in cui il mio io, la mia individualità, si mescola e si fonde in un noi sociale, speciale, fatto della somma dei nostri cuori e dei nostri pensieri che, messi a disposizione della collettività, si trasformano in altro materiale, in altra sostanza. Costruire un luogo, uno spazio, una dimensione dove, ognuna di noi, mette  un pezzetto di sé a cui non rinuncia, ma che dona alla costruzione di un'altra entità, di una creatura che non è solo propria ma che è parte di sé e del tutto in questione.
E' concepire e partorire un figlio con consapevolezza responsabile e corresponsabile per fare la differenza tra l' essere incubatrici e l'essere madri...
È scoprire la possibilità di generare un agire e un pensiero collettivo che si fa' politico e sociale, è scoprire l'essenza del valore di essere donna...
Illuminata sulla via di Portonovo, grazie al contributo delle donne presenti e a quello delle donne assenti, sono convinta che sarò una donna migliore...
Buona vita a tutte e a tutti!
Vs Concetta

domenica 24 marzo 2013

Emozioni di primavera

Questo'anno primavera per me è arrivata il 16 di marzo e l'ho incontrata nella culla del Rinascimento italiano, in quella Firenze che quel giorno ha accolto gli oltre 150.000 manifestanti della XVIII Giornata della memoria e della''impegno nel ricordo delle vittime innocenti delle criminalità organizzate di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie.
Sono partita sola da casa, come spesso accade nella mia vita, ma, questa volta i fantastici ragazzi del presidio di Libera a Jesi sono giunti numerosi alla manifestazione!
E' stato bello anche organizzare la preparazione ala partecipazione, grazie al contribuito di tutti, di Irene, di Elena, di Rita e di Pippo Balletti, in particolare, e col coordinamento del nostro grande referente Francesco! Ma sarebbe fare un torto agli altri ragazzi che frequentano il gruppo non ricordare che il contributo di tutti è stato fondamentale.
Mi è dispiaciuto molto non viaggiare con loro, ma avevo deciso di fermarmi un giorno nella splendida Firenze che conosco veramente troppo poco.
E' così bella, Firenze! Così bella  e ricca di monumenti, di bellezze artistiche e architettoniche da essere quasi imbarazzante! E' un'opera d'arte continua, vivente, meravigliosa con le sue chiese monumentali monocromatiche e i suoi trionfali palazzi rinascimentali.
E' stata scelta Firenze, quest'anno, per la manifestazione di Libera in quanto ricorre nel 2013 il ventesimo anniversario della strage di via dei geografici che fece 5 vittime innocenti e che distrusse parti di beni culturali importanti.
La strage fece parte della logica stragistica politico-mafiosa della stagione del 1992/93 che tenne sotto stacco la democrazia nel nostro Paese della quale, dopo ancora oltre 30 anni, siamo ancora prigionieri, complici schiavi.
Le vittime di quella strage sonore Caterina, Chiara e Fabrizio Nencioni, Angela Fiume e Dario Capolicchio.  5 delle oltre 900 vittime i cui nomi Libera ricorda attraverso la lettura e la testimonianza dei loro familiari nel primo giorno di primavera ogni anno dal 1996.
Libera fa' memoria di queste vittime e del loro sacrificio innocente, spesso involontario, inconsapevole, casuale, conseguenza della brutalità e della volontà distruttiva delle logiche criminali delle mafie.
Tante vittime, troppe  vittime che spesso non trovano neanche giustizia con la condanna dei loro assassini; tante famiglie, troppe famiglie a cui sono stati strappati pezzi di cuore, pezzi di vita che non saranno loro mai più restituiti.
Molti di questi familiari sono organizzati in coordinamenti e spendono parte della loro vita a portare testimonianza di grande valore e impegno civile e di grande coraggio. Alcuni di loro abbiamo potuto conoscersi durante  le nostre attività di presidio e con loro siamo cresciuti nellacomorensione della'impegno e nella determinazione del perseverare nella lotta culturale contro mafie e illegalità.
Anna Maria, Flavia e Fabrizio, Margherita, Matteo, Alessandra, sono le persone che negli ultimi anni sono per diventati parte della mia vita e pezzi del mio cuore. Mi hanno insegnato come, con dignità, coraggio e senso morale e civico, si possano trasformare disperazione e dolore in semi di speranza e fiori di corresponsabilità, temi adottati dalla manifestazione di quest'anno.
Ma Firenze è stata scelta anche quale simbolo di quel Rinascimento  che la vide protagonista nei secoli passati e che desideriamo possa essere punto di partenza di u quel nuova Rinascimento di cui ha bisogno questo nostro Paese per tornare a trovare la dignità e il valore  morale del nostro Paese.
Resistenti e rinascenti pero sentirci veramente liberi!
Buona vita a tutti
Vs. Lulù

domenica 27 gennaio 2013

La giornata della Memoria: Ricorrenza e monito


questo scrivevo un anno fa'. Ad un anno di distanza confermo tutto, nulla è cambiato, anzi... dei ragazzi a napoli sono stati intercettati mentre dichiaravano la loro intenzione di picchiare o violentare una ragazza perchè ebrea, o di incendiare il negozio di un orefice ebraico... l'ignoranza, la violenza, il razzismo, la xenofobia mi fanno paura...

Il 27 gennaio del 1945 gli Europei e il mondo intero scopriva gli orrori dello sterminio di milioni di persone innocenti ad opera dei nazifascisti agli ordini di Hitler e dei suoi criminali seguaci. Un episodio della storia del vecchio continente del quale provare vergogna ed orrore.

Le truppe sovietiche dell’Armata Rossa aprivano per la prima volta i cancelli di quello che apparve immediatamente un inferno in terra…
Sono ancora impresse nella mia memoria le immagini dei filmati di documentazione girati dalle truppe: montagne di cadaveri di uomini, donne, vecchi e bambini scheletriti, ridotti pelle e ossa da quelle condizioni di vita o, meglio, di non vita che si sarebbero poi successivamente conosciute.

Che non accada mai più…

Questo è quello che per anni siamo andati ripetendo, convinti che l’evoluzione della nostra civiltà non avrebbe mai più permesso tali delitti…

Che delusione… Che delusione constatare che a distanza di tutti questi anni le cose non sono poi andate proprio come ci saremmo aspettati.

L’indifferenza, l’intolleranza, il razzismo, la xenofobia si sono sempre più impossessati di noi e gli stermini di massa hanno ricominciato a comparire negli scenari dell’informazione, se mai effettivamente fossero scomparsi dalla scena dell’Umanità…
Il Rwanda, l’Angola, la Sierra Leone, il Messico, la Colombia, la Libia, la Siria, l’Egitto, la Tunisia…
L’Iraq, l’Afganistan, ilVietnam, la Birmania, l’Etiopia, la Nigeria, il Sudan…
Il genocidio dei Curdi, degli Armeni, la persecuzione di Rom e Sinti che non è mai cessata, i barconi naufragati nel Mediterraneo insieme alla nostra compassione, alla nostra umanità…
La Pietà, l’indifferenza, la Solidarietà e la discriminazione, doppie facce di una stessa medaglia che si chiama globalizzazione…

I morti dei campi di sterminio sono sulla coscienza di un manipolo di governanti e aguzzini che all’epoca detenevano il potere, ma i tanti, troppi morti per le guerre, le carestie, la fame, la povertà e i naufragi sono sulla coscienza di ognuno di noi…

Prendo in prestito le parole di un grande commediografo mio conterraneo, Eduardo de Filippo, che al suo Peppino Girella fa dire: “A furia di dire che ogni cosa è “cos’e niente” (cosa senza importanza) simme diventate pure nui, cos’e niente…”
Se ci fosse bisogno di tradurre potrei dire che non considerare gli affanni dell’umanità rende, in qualche modo, disumani anche noi.

La Giornata della Memoria e tutte le altre celebrazioni avranno veramente un senso quando non ci sarà nessun essere vivente in sofferenza, neanche la Terra…

Allora vorrà dire che avremo appreso, fatto nostra e messa a frutto la lezione della Storia e della Memoria…
 Restiamo Umani, Gente!!!!!

Dedicato a Marcello Torre e alle vittime innocenti della criminalità organizzata.



Da tempo sono un’attivista di Libera, associazioni,nomi e numeri contro le mafie, e in quest'ambito è cresciuta la mia coscienza in tema di cultura antimafia. Ho potuto conoscere e frequentare alcuni familiari delle vittime innocenti delle criminalità organizzate, cittadini qualunque oppure personaggi pubblici, impegnati con le loro attività nel contrasto alle mafie. In queste circostanze ho potuto conoscere storie come quella di Marcello Torre, anche attraverso i racconti di sua figlia Annamaria. Ho conosciuto persone impegnate quotidianamente nella lotta a questa cultura che parla di violenza, sopraffazione ed illegalità.
Troppo spesso di queste vite, di queste storie, non si parla affatto, si preferisce raccontare verità romanzate e, in quanto tali, parziali e poco veritiere. La fiction mandata in onda ieri su canale 5 è l'ennesima riprova che, nonostante le buone intenzioni, il risultato che emerge è quello di apologia delle organizzazioni, di esaltazione della violenza e delle logiche criminose.
Il risultato è la disattenzione della realtà, il racconto di una storia che non esiste e che offende e oltraggia la memoria di chi per queste cause è morto e di chi, per esse, rischia ancora la vita.
Abbiamo bisogno di fare i conti con la verità storica di questi fenomeni, di un'analisi che consenta di comprendere a fondo le dinamiche da contrastare per costruire e rafforzare una coscienza civica e della legalità di cui abbiamo bisogno disperatamente per uscire dal crepuscolo di civiltà in cui siamo cacciati.
Per ottenere risultati duraturi e significativi occorre lavorare a partire da sé, allontanando dalla propria quotidianità comportamenti, disvalori e riferimenti negativi in cui siamo continuamente immersi, per far posto ad un paradigma di valori e buone prassi che ci aiuti a diventare artefici di un cambiamento reale e concreto.
Solo così potremo contribuire a costruire un futuro migliore e libero nel nome di tutti coloro che per la verità e l’impegno sono morti o hanno la propria vita stravolta e limitata nella libertà per amore di giustizia e verità.
Vs. Concetta

le ragioni della "mia" Rivoluzione Civile


Buonasera a tutti e grazie per essere qui.
Quello che vorrei fare con voi è ragionare insieme sul perché scegliere Rivoluzione Civile e il Dott. Ingroia come candidato Premier.
Le ragioni che hanno spinto me sono diverse e ve le racconto.
Sono una donna, una lavoratrice del pubblico impiego, una cittadina e, in quanto tale, ho deciso ad un certo punto di provare a dire basta, basta con le logiche che muovono la vita pubblica nel nostro Paese.

Basta con le logiche e le consuetudini che spingono i cittadini a chiedere favori piuttosto che a rivendicare diritti, ad essere sudditi questuanti anziché cittadini consapevoli e responsabili.
Siamo cittadini anziché sudditi quando siamo in grado di distinguere tra un favore e un diritto, quando siamo in grado di scegliere tra un diritto particolare e personale e un diritto, un bene comune e di interesse collettivo. Quando ci rendiamo conto che con il nostro comportamento stiamo ledendo e compromettendo i diritti degli altri.
Ci trasformiamo in cittadini consapevoli e partecipi quando ci assumiamo la responsabilità delle nostre scelte, quando siamo capaci di esercitare il discernimento, quando siamo in grado di saper fare la differenza tra chi fa il bene comune e chi non lo fa’.

Ieri, tornando a casa, avevo in mente due persone: un ragazzo che non ho mai conosciuto e suo fratello che invece ho incontrato due anni fa’: Giuseppe e Matteo.

Giuseppe era un ragazzo calabrese, un ragazzo come tutti gli altri, poco più di 20 anni e tutta la vita davanti a sé. Il 15 gennaio del 1994 è uscito di casa e non vi ha fatto mai più ritorno. E’ una vittima della lupara bianca, una vittima innocente della criminalità organizzata che ha avuto come unico torto quello di innamorarsi di una donna, di una ragazza di 17 anni che qualcuno invece aveva pensato come donna di un boss…
Giuseppe è stato rapito, torturato e ucciso. E’ stato fatto scempio del suo giovane corpo e della sua giovane vita e con essi è stato fatto scempio della vita di una famiglia, di un’intera comunità.
Matteo, suo fratello, è uno dei familiari impegnati in un’asssociazione a portare testimonianza di questa esperienza atroce. E’ una delle persone meravigliose che hanno saputo trasformare il dolore e la rabbia in testimonianza civile ed in impegno per la Verità e la Giustizia.
Aver incontarto Matteo e con lui, Anna Maria, Flavia, Margherita, Alessandra ed altri, aver incontrato il loro impegno e il loro dolore è una delle ragioni più importanti che mi spingono all’impegno sociale, politico e culturale attraverso una partecipazione attiva alla vita pubblica del nostro Paese.

Sono un’esponente della cosiddetta società civile organizzata che ha scelto l’impegno attivo anche in politica.

Ognuno di noi cresce anche nella coscienza civica e sociale grazie all’incontro e al lavoro con gli altri, cosa in cui mi sono allenata negli ultimi anni grazie alla partecipazione e all’adesione a reti e movimenti.

Cosa mi impegno a promuovere:
- una seria lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, alla collusione che sottraggono risorse vitali importanti e fondamentali al nostro Paese, non solo in termini di Prodotto Interno Lordo, ma soprattutto in termini di dignità e libertà democratiche;
- una seria lotta allo scempio del territorio, agli abusi che lo rendono sempre più fragile e vulnerabile, fatta del rifiuto di grandi opere inutili e esageratamente costose, insostenibili, a favore di tante piccole opere che mettano in sicurezza territori ed edifici pubblici e privati;
- uno stop fermo all’accrescimento delle spese militari e degli acquisti di sistemi d’arma, spese che sono contrarie ai dettami della nostra Costituzione che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”;
- utilizzo delle risorse economico/finanziarie disponibili e reperibili attraverso una seria politica di lotta all’evasione fiscale, all’economia sommersa e al lavoro nero a favore di beni e servizi comuni (la scuola, il lavoro, la sanità, lo stato sociale, in tutte le sue forme);
- lotta ai sopprusi, alle discriminazioni, alle diseguaglianze sociali ed economiche che rendono il nostro Paese uno Stato in cui la democrazia è la pallida rappresentazione di ciò che dovrebbe essere;
- Lotta per una totale e completa partecipazione delle donne, dei giovani e di tutti i cittadini alla crescita del benessere e dello sviluppo umano della nostra Nazione, dell’Europa e dei cittadini del mondo;
Una lotta a tutto campo per riportare al centro della Politica la dignità degli esseri viventi e del Pianeta, nonché i valori e i principi sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Piena adesione, dunque, da parte mia ad un movimento e ad un programma politico che sappiano tradurre queste lotte, questi principi e questi valori in provvedimenti ed azioni che possano trasformare le dichiarazioni di intenti in concrete opportunità di sviluppo.
Il ritorno ad una politica sana, pulita, elevata al rango di bene comune anch’essa.
Sono queste le ragioni fondamentali per cui ho sottoscritto il manifesto di Rivoluzione Civile e per le quali sostengo la Lista con il dott. Ingroia premier.
Mi piacerebbe che potessimo lavorare insieme per trasformare l’Italia nel Paese che sogniamo e che vorremmo vedere realizzato, mandando via per sempre i ladri di entusiasmo e di futuro che si sono impossessati della nostra vita e del nostro Paese.
Grazie per l’ascolto e per la partecipazione che spero vogliate accordare a questo progetto.
Ancona, 16/01/2013                                                                                     Concetta Contini

martedì 15 gennaio 2013

la forza morale di trasformare il dolore

tornando a casa pensavo a te, giuseppe, a quel giorno di tanti anni fa' quando la crudeltà, la follia, portavano via questo ragazzo alla sua famiglia, ai suoi cari, nel pieno della vita, nel pieno dell'amore. pensavo a tuo fratello, matteo, che con la sua dignità e il suo impegno rende quest'assurdità un gesto di amore per tutti noi e per il nostro paese. un grazie a coloro che sanno trasformare il dolore e l'odio in una forza morale che non possiamo immaginare se non conoscendoli e condividendo la loro forza e il vostro dolore...
il mondo è migliore con persone così...

lunedì 10 dicembre 2012

Diventiamo cittadini


Quand'è che da sudditi ci trasformiamo in cittadini?
Questa è una domanda che dovremmo farci per cercare di capire cosa possiamo fare noi per contribuire al miglioramento della società e al recupero di dignità della classe politica e dirigente attuale che non è certamente all'altezza del compito che sono chiamati a svolgere.
C'è da dire che non sono tutti uguali, i nostri politici, e che tra loro ci sono persone che mettono in gioco passioni e professionalità e che alcuni di loro hanno vista compromessa e limitata la loro libertà e, in qualche drammatico caso, addirittura  rimesso la vita.
Siamo sudditi quando pensiamo che chi ci comanda debba fare quello che ci serve a noi, siamo sudditi quando dimentichiamo i nostri diritti e i nostri doveri e chiediamo favori e favoritismi.
Siamo sudditi quando pensiamo “questo non mi appartiene, posso romperlo, imbrattarlo, calpestarlo...

Diventiamo invece cittadini consapevoli di un Paese democratico quando smettiamo, soprattutto, di rilasciare deleghe in bianco ai nostri rappresentanti politici, diventiamo cittadini quando sorvegliamo il loro lavoro e, con tutti gli strumenti che la democrazia mette a nostra disposizione, li pungoliamo ad occuparci delle cose più importanti anziché delle loro beghe di Palazzo.
Diventiamo cittadini quando chiediamo diritti e non favori, quando rispettiamo le regole del vivere civile e non chiediamo deroghe a discapito degli altri.
Quando non chiediamo agli amministratori delle nostre città di occuparsi dei particolari interessi di uno sparuto numero di persone  a discapito della comunità e dell'ambiente.
Diventiamo cittadini civili quando alziamo la cacca del cane, quando non lo facciamo scorazzare libero dove non è permesso, quando pensiamo di essere i padroni del mondo e non i suoi custodi.
Quando ci ricordiamo il senso profondo del temine comunità, quando  non discriminiamo, disprezziamo lo straniero solo perchè è diverso da noi e non vogliamo che si senta a casa sua.
Diventiamo cittadini quando mettiamo in gioco disponibilità e servizio, quando  non pensiamo che il nostro dovere termini usciti di casa, quando ci ricordiamo che una città più pulita è più bella ma non dimentichiamo che se non la sporchiamo costa meno tenerla pulita.
Diventiamo cittadini quando la “cosa pubblica” è di tutti e non di nessuno come troppo spesso accade nel nostro Paese.
Diventiamo Cittadini con la C maiuscola quando la parola io lascia spazio al Noi.
Solo così si potrà ottenere un reale cambiamento delle condizioni sociali del nostro Paese.
Perchè le cose funzionino ognuno deve fare la sua parte.
E se vi sono sembrata troppo bacchettona scusatemi, non era quello che volevo, ci ho provato a non esserlo...
Ad ogni modo, Buona Vita, Cittadini del Mondo.

p.s. non è di oggi questo scritto, è del 19 marzo scorso, mi è ritornato in mente grazie all'ottimo Gramellini...

Felicità: Bene Comune

BIL Benessere Interno Lordo, ovvero l'indice di Felicità di un Paese, di uno Stato.
Non sono particolarmente amante degli Stati Uniti d'America, ma l'idea che nella loro Costituzione ci sia il  diritto alla Felicità, proprio oggi, Giornata Internazionale per i Diritti Umani, mi fa' sorridere e sperare.
Sperare in un mondo migliore per  tutti, più equo, più giusto, più vivibile, meno competitivo e più cooperante, dove le persone possano lavorare insieme e tutte contribuire al benessere e alla  felicità, bene di tutti.
"Felicità: bene comune" mi fa' pensare ad un vissuto in cui si possa leggere tutto l'Amore, il Rispetto e la Dignità che concediamo ai nostri simili, perchè per me ognuno di questi valori si rispecchia nella capacità di ognuno di noi di riconoscerlo nell'altro, in ogni suo simile, senza distinzioni di sesso, di razza o di religione...
Senza dimenticare i nostri amici pelosi e la Natura che ci Accoglie...
Buona serata e Buona Vita a tutt*

Genova per me…

Era rimasto lì, fermo nelle bozze, in attesa di essere pubblicato... quante emozioni,quanta amarezza...


21 luglio 2012, sono le due di un torrido pomeriggio d’estate…

Fa’ così caldo che è difficile  pensare di fare qualunque cosa, anche solo pensare…
Finito di pranzare accendo la tv sui soliti canali, rai 3, la 7, rai news, mtv, quei canali che mi fanno pensare che anche davanti alla tv si può stare mantenendo ancora il cervello acceso…

Sono polemica, il caldo non mi aiutami fa’ sentire stanca e lamentosa…

Casualmente(?) capito su mtv che trasmette il reportage “A Genova io c’ero” e mi sento riportata indietro nel tempo, indietro di 11 anni e qualche ora…

Era il 20 luglio 2001 ed erano le otto di sera, all’incirca, allora guardavo ancora il Tg1 che era il tg più visto dagli italiani.

Vanno in onda scene raccapriccianti dalle manifestazioni al G8 di Genova e la notizia della morte di Carlo Giuliani squarcia il torpore della mia coscienza…

Ho ancora dentro l’emozione di quei momenti, le emozioni, anzi… sgomento, incredulità, rabbia, paura, impotenza… e, purtroppo, la morte di Carlo non sarà che la prima delle notizie peggiori….

La notte del 20 luglio sarà la notte della Macelleria Diaz, dell’inizio delle torture di Bolzaneto, farcite dagli assalti ai cortei indifesi delle  tute bianche, della rete Lilliputh e di tanti altri gruppi di manifestanti aggrediti durante quel pomeriggio di 11 anni fa’….

Sarà una delle vicende più tremende della storia degli ultimi decenni nel nostro paese…

19 luglio 2012
20 anni dalla strage di via d’Amelio e 11 dall’omicidio di Carlo Giuliani…
E’ mia figlia Raffa che mette insieme le due cose in un post su Facebook…
La memoria lavora, in Tv c’è un approfondimento con Mentana ed altri sulla strage e scopro che chi pensavo  fosse un baluardo della democrazia, forse non è stato poi così integro, così come avrei preferito poter pensare…

Stanno insieme anche nella mia vita questi due momenti, l’impegno civile e l’antimafia sociale, le mie passioni morali negli ultimi 11 anni…

E’ cominciato proprio il 20 luglio del 2001 il mio bisogno di attivarmi, il desiderio di contribuire alla costruzione di un mondo migliore…

“Un altro mondo è possibile” era questo lo slogan dei Noglobal al G8 di Genova…
Un atro mondo: un mondo più equo, più giusto, solidale, accorto ai bisogni di tutti, dai più deboli, della natura, non assoggettato alla legge del più forte che l’uomo dovrebbe poter dominare, superandola con l’illuminismo della ragione e la passione della solidarietà…

Le scene che passano in tv sono tremende, violente: urla, calci, pugni, manganellate, lacrimogeni, sassaiole… cassonetti incendiati, auto e furgoni capovolti, incendiati anch’essi, i black bloc che agiscono violenti all’estremo, indisturbati…
Immagini impressionanti, per la violenza, certo,ma soprattutto per lo stupore nel vedere lasciare agire indisturbati i violenti e, al contempo, aggredire violentemente manifestanti inermi e, nella maggior parte dei casi, indifesi, impreparati…
Ci sono scene davanti alle quali si inorridisce e ci si chiede come sia possibile che tutto questo stia accadendo qui, in Italia, in una nazione civile  e democratica…. Almeno allora così credevo…

Poi ci fu la notte della vergognosa aggressione alla Diaz, la notte del non ritorno, la notte dopo la quale nulla è stato più come prima…

Da quel momento non sono più riuscita a credere che le Istituzioni potessero rappresentare le istanze dei cittadini, che le Forze dell’ordine non sono a nostra tutela e servizio, ma costrette ad essere servi di un potere non democratico che solo nell’apparenza…

Sono 11 anni che combatto per ricostruire nella mia mente e nel mio cuore la fiducia nelle Istituzioni, nella classe dirigente del nostro Paese, nelle Forze dell’ordine che rischiano laloro vita ogni giorno, in alcuni casi, ma non so se siano consapevoli del danno causato alla ns. democrazia da quella notte tremenda tra il 20 e il 21 luglio di 11 anni fa’….

Ho cominciato ad informarmi,ad istruirmi, a seguire dibattiti, seminari, convegni, incontri, a vedere films e documentari a frequentare movimenti e associazioni alter mondisti e antimafia…

Ho deciso e scelto per una cittadinanza attiva e partecipe, per un impegno civile di scelte e culture antimafiose, pacifiste e a tutela dei diritti umani, ad approfondire le logiche del commercio equo e solidale, della cooperazione allo sviluppo, della solidarietà, del consumo critico, della decrescita e del microcredito solidale…

Ho capito che la possibilità di costruire un altro mondo, possibilmente più equo, giusto e solidale parte da ognuno di noi, dalle scelte che si compiono ogni giorno, dall’assumersi la responsabilità di scelte consapevoli e accorte, dal dovere di informarsi e di chiedere un’informazione seria, accurata e libera.

Ho capito che possiamo avere tutto ciò che vogliamo per noi, se siamo fortunati, ma che allo stesso tempo questo non sia sufficiente perché ci sarà sempre qualcuno che dovrà e vorrà lottare per ottenere anch’egli ciò di cui ha bisogno e che se ce ne sarà bisogno l’otterrà anche a mio discapito se il principio che passa è la legge del più forte, della violenza, della prevaricazione…
Bisogna scegliere, gioco forza, la via della collaborazione, della condivisione, della solidarietà, dell’equità  e della giustizia sociale…
Senza questi valori, questi principi, non c’è via di uscita… si salveranno solo i più forti e prepotenti, i più volenti e, potete scommetterci, non saremo noi, saranno altri e il prezzo che pagheremo non riusciremo neanche ad immaginare…

Mi fermo qui, perché aggiungere altro non serve…

Formare le nostre coscienze ed agire con responsabilità ed amore è il nostro dovere…

Ecco, vi ho raccontato,in sintesi estrema, cosa è stata “Genova per me”…

Buona fortuna e buona vita,mondo!!!!!
Lulù

Alle donne che lottano con me...





Per indole e per scelta cerco di tenere a bada il mio istinto fumino e passionale, che discende dalle mie origini partenopee.
Faccio molta fatica a non spedire a quel paese le persone, a volte, soprattutto quando appaiono aggressive, arroganti e saccenti, pur sapendo che qualche volta, ad alcuni appaio aggressiva, arrogante e saccente anch’io.
È molto difficile creare un gruppo di lavoro affiatato e che si capisce al volo se non ci si conosce almeno un po’ e/o se non si è abituati ad andare molto al sodo e a non badare ai fronzoli e alle sfumature che ognuna di noi può esprimere tramite il linguaggio e le parole.
Signore! Siamo di fronte ad una tale serie di emergenze che non possiamo permetterci il lusso di guardarci indietro, rischiando di perdere tempo prezioso e di trasformarci, per immobilismo, nella statue di sale di Sodoma e Gomorra.
Forse la mia indole partenopea mi spinge alla teatralità e/o al catastrofismo, però è di questo che stiamo parlando di una Gomorra sociale che sta prendendo chine pericolosissime…
Non possiamo perderci dietro troppe cesellature, se non di contenuti, e dobbiamo provare anche un po’ a fidarci e ad affidarci, a partire da noi donne.
Solo la prima a piccarmi quando non mi piacciono i toni, ma sono anche la prima a cercare di recuperare gli “scazzi” (scusate il francesismo) quando mi ritorna in mente che il compito a cui ci stiamo dedicando è delicato e gravoso.
Ci aspettano mesi duri di battaglianti campagne elettorali che subiremo tutte come cittadine e alcune come esponenti o componenti di schieramenti e partiti politici.
Non intendo insegnare niente a nessuna, perché ritengo che ognuna di noi sappia bene ciò che ho detto e credo possa essere ampiamente condiviso, il mio è solo lo sfogo di chi fa già tanta fatica a vivere lottando che vorrebbe vedere, almeno tra noi donne socialmente e mediaticamente attive, un clima più disteso e fiducioso.
La bellezza dei gruppi sta proprio nelle peculiarità e nei talenti che ognuna può portare nei luoghi che frequenta e in cui si esprime ed opera, non prestiamoci alle logiche guerrafondaie, aggressive e massificanti di questa epoca insopportabile.
Abbiamo milioni di strumenti e di opportunità che sono pronti a diventare veleni e trappole se non stiamo attente.
Magari queste mie parole vi daranno fastidio, magari penserete di me che sono un’arrogante, aggressiva, saccente, insopportabile perché troppo spesso dico e penso ciò che sento anche contro i suggerimenti della ragione che vorrebbero più prudenza e diplomazia.
Abbiate pazienza e amatemi per ciò che sono, io cercherò di fare lo stesso e, se non ci dovessi riuscire, magari senza brutalità, fatemelo presente, ve ne sarò grata, MA, VI PREGO, NON DIVIDIAMOCI, NON PARCELLIZZIAMO LE NOSTRE LOTTE.
Chi comanda in questo lurido sistema ne trarrebbe ancora vantaggio, lo dobbiamo a noi stesse, lo dobbiamo alle presenti e alle future generazioni di donne e uomini e, soprattutto, a noi stesse.
Sono stata lunga, lo so, e magari avrete fatto fatica a leggere e a prestare attenzione, ma, se siete arrivate fino a qui, avete tutta la mia stima e la mia riconoscenza.
Un abbraccio
Vs. Concetta

Europa, Nobel per la Pace e Diritti Umani


Oggi si celebra, nel Mondo,  la Giornata Internazionale per i Diritti Umani, a 64 anni dall'adozione della Dichiarazione Universale  dei Diritti Umani.
Non sono molto ferrata, ma credo che non sia proprio un caso che proprio oggi abbiano consegnato il Nobel per la Pace, che quest'anno è stato conferito  all'Europa Unita...
Scelta quantomeno curiosa per una sostenitrice dei diritti umani, come immeritatamente e modestamente mi ritengo.
L'Europa della Troika che affama il popolo greco, l'Europa che finanzia le banche per miliardi di euro e chide, allo stesso tempo, politiche di austerità e rigore agli Stati membri, che scaricano il peso di una crisi economica, sociale, ma  soprattutto etico-morale sui cittadini più deboli e vulnerabili.
L'Europa che, ignava, non prende posizioni sui conflitti armati che infiammano e funestano il Medio-oriente, l'Africa, l'America Latina, la Cecenia, l'Afganistan e tutte le altre martoriate terre che, con i loro Popoli, soffrono per guerre armate, fame e povertà.
L'Europa che non sa andare oltre gli eserciti armati dei singoli paesi per trovare risposte alle crisi mondiali, anzichè lavorare per un unico corpo di pace regionale, nonviolento  e pacifista sul serio.
L'Europa che non riesce a trovare una linea comune su politiche economiche e del lavoro, su politiche fiscali e di contrasto ai paradisi fiscali.
L'Europa che non trova laquadra per un modo più giusto, più equo e con più dignità per tutti.
L'Europa che tante cose ha fatto e tante ancora ne ha da fare...
Speriamo che sia di buon auspicio, questo Premio  e di stimolo a fare ancora, meglio e di più.
Prendendo a prestito e rielaborando una frase di Rita Atria, testimone di giustuzia, diciassettenne, suicida dopo la morte del giudice Paolo Borsellino, che aveva assunto a suo padre morale.
Rita scriveva nel suo diario di adolescente che forse un mondo più onesto non esisterà, ma chi ci impedisce di sognarlo. Se ognuno di noi proverà a cambiare forse ce lafaremo.
Io dico che forse un moondo più giusto ed equo non esisterà, ma noi possiamo sognarlo e fare la nostra parte perchè si realizzi...
Anche grazie alle testimonianze e al sacrificio di chi per questi valori combatte e si spende.
Forse, allora, l'Europa sarà pienamente titolata a fregiarsi di questo importante Premio. Forse solo allora sarà veramente una regione di Pace...
Per ora meritano questo Premio i suoi cittadini e non la sua classe politica e dirigente.
Viva la Libertà, l'Equità e la Giustizia e buona vita a tutt*

sabato 25 agosto 2012

Lettera aperta al dott. Ingroia di una cittadina qualunque


Monsano, 25 agosto 2012



Egregio dott. Ingroia,
mi chiamo Concetta Contini e le scrivo per invitarla a riconsiderare la sua decisione di andare via, anche se momentaneamente, dalla Procura di Palermo.
Le scrivo da cittadina impegnata nelle attività di antimafia sociale che porto avanti come componente di un presidio cittadino di Libera, associazione che credo Lei conosca.
Capisco e comprendo le difficoltà che Lei e i suoi colleghi magistrati dovete affrontare tutti i giorni nell’esercizio delle  vostre funzioni, i rischi e le preoccupazioni che derivano dal Vostro impegno e dalle Vostre attività.
Le scrivo perché ritengo che sia giunto il momento di provare ad arrivare a quella Verità che da tanti anni molti stanno richiedendo, aspettando e che solo con il Vostro lavoro e con quello delle Forze dell’ordine che con Voi collaborano si riuscirà a far venire a galla.
Ho sentito alcune sue recenti interviste e condivido pienamente con Lei la delicatezza del momento che stiamo vivendo. Ho il  timore che continuare a non riuscire a portare Verità e Giustizia sui fatti che hanno portato alle stragi del 1992-1993 e alle vicende ad esse seguenti mini nel profondo le radici della nostra Democrazia e il futuro del nostro Paese.
Sono consapevole e convinta che non spetti solo a Voi il gravoso e doveroso compito di ricostruire Verità e fatti ma che anche la classe dirigente e politica debba fare il proprio dovere, rompendo quel muro di omertà e di silenzio che da troppo tempo sentiamo aleggiare sulle nostre teste.
Sono altrettanto consapevole e convinta che anche ogni singolo cittadino debba fare la sua parte ed è anche per questo che ho pensato fosse mio dovere e diritto scrivere una lettera aperta al sig. Presidente della Repubblica su queste vicende, che mi permetto di inviare anche a Lei.
Giustizia e Verità dovrebbero essere le uniche ragioni di Stato a cui tutti i suoi servitori debbano rispondere, ma ho il timore che, se non staremo attenti e vigili, Verità e Giustizia non verranno a galla, così come non lo sono venute per altri fatti gravi della storia del nostro Paese degli ultimi decenni.
Desidero con questa mia manifestare a Lei, ai suoi colleghi e a tutti i Vs. collaboratori tutto la mia stima e il mio sostegno, per quel poco che possano valere.
Presto anch’io servizio presso una Istituzione locale e la Vostra dedizione, il Vostro Senso dello Stato e del Dovere sono per me un esempio da perseguire.
Qualunque sarà la sua scelta, avrà sempre il mio rispetto e la solidarietà che posso manifestarLe.
Abbia cura di Lei e sia prudente, ovunque passerà il suo futuro.
Con stima e rispetto
Concetta Contini

Lettera aperta al Presidente della Repubblica da una cittadina qualunque


Monsano, 25/08/2012



Esimio signor Presidente,
mi chiamo Concetta Contini e sono una cittadina italiana.
Le scrivo in merito alla questione “trattativa Mafia-Stato” che sto seguendo, insieme all’approfondimento della conoscenza dei fenomeni mafiosi e delle loro implicazioni su società ed economia, da qualche anno a questa parte.
Ho profonda stima per Lei e rispetto per l’Istituzione da Lei rappresentata e mi rendo conto che, probabilmente, viste da fuori le cose sono diverse da come le può e le deve vedere Lei.
La querelle che si è aperta con la procura di Palermo e i fatti soprammenzionati mi preoccupa molto e mi ha spinta a scriverle con il cuore in mano e con l’ansia di chi teme che questa situazione faccia male alla Democrazia così precaria di questo nostro Paese.
Dal 2005, data in cui ho conosciuto Don Luigi Ciotti e la sua Associazione Libera, ho cominciato a cercare di capire le mafie, la mafiosità e ad educarmi sempre di più alla messa in pratica di tutti quei principi e quei valori che possono renderci cittadini partecipi e consapevoli dei diritti e dei doveri della Democrazia.
La Democrazia, governo del Popolo, comporta un’assunzione di responsabilità ed un rigore che, forse, troppo spesso noi cittadini italiani non siamo capaci di mettere in atto e rispettare.
Troppo spesso siamo, per così dire, border-line tra legalità e illegalità, spesso ai limiti tra guasconeria e civiltà…
Strano Paese quello che Le tocca presiedere, Sig. Presidente, strano Paese se pensiamo che siamo culla del diritto e della cultura che hanno purtroppo lasciato il posto a furbescherie e a comportamenti troppo spesso ai limiti della furfanteria, troppo spesso disponibili e tolleranti nei confronti di chi elude le regole e cerca mille rivoli per navigare in acque poco chiare.
Siamo un popolo strano, noi Italiani, più abituati e, forse, consoni ad essere più sudditi che cittadini consapevoli, responsabili e partecipi.
E’ proprio su questo tessuto culturale che si innesca la necessità di avere finalmente verità e giustizia sui fatti del 1992-1993 che hanno visto la morte di alcuni tra i più fedeli e acuti Servitori dello Stato e coinvolti troppi esponenti delle classi dirigenti di questo nostro Paese.
Sono nata e vissuta a Napoli fino a quasi 30 anni e, proprio nel 1992, il 12 luglio, una settimana prima della strage di via d’Amelio per trasferirmi nella Marche, a Chiaravalle, città che so a Lei molto cara, per cercare di garantire a me e alla mia famiglia un futuro migliore di quello che si prospettava nella nostra bellissima e martoriata Città.
Dopo qualche anno ho cominciato a lavorare in un’Amministrazione Locale della zona, avvicinandomi così alla realtà e al senso delle Istituzioni più vicine ai residenti e ai cittadini.
E’ lavorando al servizio della Comunità che mi paga lo stipendio che ho cominciato a capire il valore e il senso profondo delle Istituzione, la loro funzione di messa in atto e concretizzazione dei diritti e dei valori sanciti dalla Costituzione Italiana e dalle Carte Internazionali sui Diritti Umani.
Ho incontrato persone straordinarie che compiono il loro servizio di Amministratori pubblici con “disciplina ed onore”, così come richiamato dall’art. 54 della Costituzione, e che, con il loro impegno e lavoro, mi hanno insegnato cosa significhi concretamente essere servitori delle Stato e delle sue diverse forme amministrative. Ho acquisito cognizioni, spirito critico e attenzione a queste tematiche, locali e nazionali, che mi consentono di osservare che, purtroppo, non sempre  “disciplina e onore”  hanno caratterizzato e caratterizzano l’operato di alcuni rappresentati delle Istituzioni a tutti i livelli.
Ed è proprio su questo che si fonda il bisogno urgente e urente che ho provato, in questi giorni, di rivolgermi a Lei per manifestarLe le perplessità di una cittadina qualunque rispetto a cose così grandi ed importanti come i vent’anni di nebbia e fumosità sulle vicende legate alle stragi degli anni ’92-’93 e alla cosiddetta “trattativa Stato-Mafia”.
Ho imparato da personaggi autorevoli in materia, che da qualche hanno ho cominciato a seguire ed ascoltare ad ogni occasione possibile, che è proprio perché esiste ed è lampante la connivenza, la collusione, la complicità tra mafia, politica ed economia che esistono le criminalità organizzate di stampo mafioso e che si nutrono della poca attenzione e dell’inconsapevolezza o della volontà di molti di muoversi all’interno di quella zona grigia dove si vive di sfumature, di disattenzioni, di chiamiamole “leggerezze” che sono terra fertile per mafia & c e che rappresentano quelle condizioni di consenso ed accettazione dalle quali dobbiamo uscire come Società tutte e che dobbiamo far mancare alle mafie
E’ proprio questa la motivazione che mi spinge a manifestarLe il desiderio di comprendere profondamente e senza riserva alcuni le ragioni che L’hanno spinta a sollevare il conflitto di attribuzione delle indagine nei confronti della Procura di Palermo.
Sig. Presidente,
sono certa della sua buona fede e del fatto che Lei abbia tutte le ragioni formali per compiere l’atto di cui parliamo, ma Le chiedo se, nella sostanza, questa scelta, seppure doverosa e motivata, non sia stata deleteria e inopportuna in un momento così delicato ed importante per il nostro Paese e per la sua Democrazia, come quello che stiamo vivendo.
Forse le mie parole potranno sembrare ardite, forse non ci si rivolge così al più alto Rappresentante delle Istituzioni repubblicane, ma il mio è il desiderio appassionato e ardente di una figlia della Patria che cerca di capire come e quando questo Paese potrà venire fuori dalla melma in cui è stato cacciato dalla criminalità di alcuni suoi figli.
Negli ultimi anni ho ritrovato il senso profondo dei valori patriottici, senza nostalgie, chiaramente, in maniera moderna e attuale ho riscoperto i valori della Resistenza e della Partigianeria dei quali è profondamente intrisa la nostra Carta Costituzionale ed ho capito che ogni cittadino che non voglia essere passivo e parassita Deve impegnarsi per contribuire a costruire una Democrazia più forte e più libera.
Sig. Presidente,
credo che la libertà e la forza della Democrazia stiano e staranno nella capacità che avremo di fare i conti con il nostro passato, con i troppi “scheletri nell’armadio” che accompagnano la nostra vita sociale, politica ed economica almeno dal dopoguerra in poi.
In particolare ritengo che conoscere la verità sulle stragi che hanno funestato il nostro paese, in particolare quelle degli anni ’92-’93, sia l’ossigeno da apportare ad una società asfittica che sta morendo e che ha perso troppi punti di riferimento e di contatto con la sua classe dirigente e di rappresentanti.
Sig. Presidente,
Le chiedo umilmente scusa, ancora, per l’ardire di questa non più giovanissima donna che pensa e spera che ogni cittadina possa rivolgere al “suo” Presidente, con rispetto ed educazione, anche domande magari scomode.
Abbiamo bisogno di ricostruire un legame profondo con gli apparati della Democrazia che sono le Istituzioni, Parlamento in primis, che devono tornare ad essere i luoghi fisici e morali dove si esercitano le più alte attività civili e civiche della Società, abbiamo bisogno che la Verità e la Giustizia siano le uniche Ragioni di Stato a cui i rappresentanti di Esso siano tenuti a rispondere, ad essere fedeli, abbiamo assolutamente bisogno di ritrovare fiducia e rispetto nella Politica e nelle Istituzioni e di sentirci nuovamente garantiti nel Diritto e nella Democrazia dai rappresentanti di questo Paese.
Sig. Presidente,
vorrei tornare ad essere fiera di essere cittadina di questo Paese, meraviglioso e pieno di contraddizioni, vorrei tornare a poter sperare e a credere che il senso del Dovere, dello Stato, della Verità e della Giustizia siano le uniche motivazioni per cui si muovano Parlamentari, Ministri e Rappresentanti tutti delle Istituzioni.
Mi auguro che le mie parole non siano irrispettose o offensive, ma che possano essere un minuscolo contributo che aiuti a comprendere il disappunto e lo sconcerto che questi fatti, queste situazioni creano nella coscienza di una cittadina qualunque che cerca di essere attenta e partecipe, nonchè desiderosa di uno Stato che sappia garantire Democrazia, attraverso Verità e Giustizia, senza populismi e giustizialismi alcuni.
Ringrazio Lei ed il Suo staff per l’attenzione che vorrete dedicare a questi miei pensieri e Le faccio i miei più affettuosi auguri per il Suo lavoro e per la Vita tutta.
Con stima e rispetto
Concetta Contini

mercoledì 1 agosto 2012

mai più lunga notte si affaccerà al mio fianco


Mai più soffrirà il mio cuore bambino,
mai più lunga notte si affaccerà al mio fianco.
Lunga vita tortuosa senza nulla capire.
Finalmente la luce apre gli occhi al mio cuore.
Nella nebbia del sogno tornerà a svelarsi amore.
Un bambino sognante tornerà nel mio cuore.
Né più lungo la via ci sarà chi fa male.
Non possiamo sapere a cosa serve il dolore,
la paura sarà solo un brutto ricordo
e nel petto dolente tornerà di nuovo l’amore.
Basta spettri a cantare sul mio corpo innocente,
detta versi cocenti come pura passione.
Si allontana il dolore, si allontana e sparisce
E chi ora saprà, finalmente capisce.
Quanto male ha subito il mio corpo bambino,
non potrà mai scordare chi l’ha fatto patire.
Deve solo trovare un po’ d’amore sincero
e quel sordido giorno sarà lontano dal cuore.
Né più pianti, né grida solcheranno la notte.
Né paura, né orrore di esser ferito a morte.
Rendimi l’innocenza, vigliacco messere,
non puoi farmi più male, ti ho sepolto stanotte.
E la luce sarà mia compagna per sempre.

E - il mensile di Emergency non sarà più in edicola..


ho tra le mani l'ultimo numero di E- il mensile di Emergency. Ultimo non solo per ordine di uscita ma proprio perchè non uscirà più... l'Associazione ha giustamente deciso di sospendere la pubblicazione di questo mensile perchè non riuscendo a sostenere le spese rischiava di sottrarre fondi preziosi alla loro missione principale: curare chi ha bisogno, in Italia e all'estero. con il loro stile limpido, trasparente,pulito e onesto non mi permettono neanche di arrabbiarmi per questa assenza... hanno ragione, profondamente ragione... vi amerò ancora di più per questo e continuerò a darvi tutto il sostegno che posso, anche se piccolo, anche se modesto... perchè siete dei grandi e mi insegnate a stare al mondo con onestà e coerenza. grazie Emergency, grazie davvero!!!
e come ha scritto Cecilia Strada speriamo che sia solo un arrivederci... a presto, aggiungo io...